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CHANTALLY AI LAMPIONI

INGREDIENTI:

  •  250 GR DI LAMPONI
  •  4 CUCCHIAI DI SUCCO DI LAMPONE
  • 80 GR DI ZUCCHERO A VELO
  • 6 GR GELATINA IN FOGLI

Ricetta della crema di base per la chantilly ai lamponi

23697– Inizia a preparare la crema chantilly mettendo a bagno i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda, seguendo le istruzioni presenti sulla confezione. In seguito , versa lo sciroppo di lamponi in una pentolina e scaldalo a fuoco basso.

– Quando la gelatina si sarà ammorbidita scolala, strizzala, scioglila nello sciroppo di lamponi caldo e lasciala intiepidire.

– Per proseguire , monta la panna per la chantilly con l’aiuto di una frusta all’interno di un recipiente ben freddo, aggiungendo verso la fine lo zucchero a velo, poco per volta, continuando a montare con le fruste fino ad ottenere un composto gonfio e soffice.

– Incorpora delicatamente con la frusta a mano lo sciroppo preparato, avendo cura di non sgonfiare il composto.

Preparazione della chantilly ai lamponi

1) Disponi uno strato del composto ottenuto in precedenza in alcune coppe; disponi sopra di esse i lamponi (tenendone da parte qualcuno per la decorazione finale) e completa con il composto di panna rimasto.

2) Infine tieni il dessert in frigo fino al momento di servire.

 

CURIOSITA’


Noi tutti chiamiamo  ”frutto” il lampone,  in realtà è un aggregato di tanti minuscoli frutti (drupe) che contengono semi, disposti attorno a una cavità centrale. Inoltre il rosso non è l’unico colore dei lamponi.Infatti in natura esistono frutti che vanno dal nero al porpora, dall’arancione al giallo e al bianco. Più intenso è il colore più sono dolci.

 

Che cosa contiene 

  • Il lampone è una fonte eccellente di fibre, manganese, vitamina C, flavonoidi, acido ellagico.
  • Contiene anche vitamina B2 e altre vitamine del gruppo B (acido folico, niacina, acido pantotenico, vitamina B6)

 

Perché fa bene

  • I lamponi sono un cibo nutriente con poche calorie, quindi rappresentano un ottimo alimento per le persone golose che vogliono migliorare la qualità dell’alimentazione in modo leggero, senza aumentarne il contenuto di calorie.  Vanno bene anche per i diabetici.
  • Sono i flavonoidi e tra questi le antocianidine, i responsabili delle principali proprietà antiossidanti  dei lamponi.
  • Questi frutti rappresentano anche un’ottima fonte di acido ellagico, una sostanza che agisce da agente disintossicante legandosi ad alcuni tipi di molecole potenzialmente dannose per l’organismo e svolgendo quindi un ruolo protettivo per tumori e malattie di cuore e vasi. L’acido ellagino aiuta a depurare il grasso corporeo da sostanze tossiche che ne rendono più difficile lo smaltimento, agevolando il mantenimento di una buona forma fisica.
  • Naturalmente queste proprietà di realizzano all’interno di una dieta sana ed equilibrata con un apporto calorico adeguato al proprio stile di vita.

 

Qualche consiglio pratico

 

LA SCELTA

  • I lamponi con il calicetto ancora attaccato al picciolo sono in genere più aspri (sono stati raccolti prima della maturazione)
  • Quando si acquistano devono essere ben sodi e brillanti, compatti al tatto
  • Meglio comprarne pochi per volta perché sono delicati
  • Se si ha la fortuna di raccoglierli (sul balcone, in giardino o nel bosco) il momento migliore è il mattino (sono più zuccherini)

 

LA CONSERVAZIONE

  • Non vanno conservati troppo stretti o schiacciati perché marciscono molto facilmente.
  • Vanno lavati solo poco prima di consumarli, e maneggiati con gran delicatezza. Per asciugarli meglio tamponarli in modo soft.
  • L’ideale è conservarli in frigorifero in uno strato unico su un piatto poco profondo di vetro, coperti da un tovagliolo inumidito (massimo 1-2 giorni).
  • Si possono anche congelare come bacche fresche o come purea (un piccolo trucco per conservare il colore? Prima di riporli nel freezer (sempre in monostrato) spruzzate qualche goccia di limone.

Grazie e alla prossima !!!

fonti: web

 

laura

11 cibi ad alto contenuto di acqua

Gli 11 cibi ad alto contenuto di acqua
Ogni giorno tutti dovrebbero consumare tra i 2 e i 3 litri di acqua ma, se non si vuole rimanere attaccati alla bottiglia per ore, l’ideale è consumare cibi che ne contengono in elevate quantità. Ecco quali sono.

Si dice sempre che per restare in forma e in salute bisogna bere molta acqua, così da rimanere idratati e da prevenire possibili stress idrici. Ogni giorno, l’uomo dovrebbe consumare 3,5 litri d’acqua, mentre la donna 2,5 litri, una quantità da incrementare durante la gravidanza, l’allattamento e la menopausa. Il segreto per farlo senza stare continuamente attaccati alla bottigliata è consumare i cibi ricchi d’acqua, che aiutano ad assorbirla in modo più lento ed efficace. Ecco quali sono.

1. Lattuga Iceberg – L’insalata Iceberg contiene 300 ml di acqua ogni 100 gr di prodotto, è ricca di vitamine ed è il prodotto ideale per chi segue la dieta. E’ leggermente più croccante rispetto alla normale lattuga ma è perfetta per tutti i gusti.

2. Zucchine – 100 gr di zucchine contengono invece 142 ml di acqua. Possono essere servite crude, fritte, grigliate, al vapore, lessate, sono sempre buonissime.

3. Arancia – Oltre a proteggere da raffreddore e malanni stagionali, le arance contengono moltissima acqua. In 100 gr, ce ne sono ben 122 ml.

4. Patata – Anche la patata è un alimento che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. Contiene 118 ml di acqua ogni 100 gr, è ricca di potassio, vitamina C e carboidrati complessi, sostanze fondamentali per contrastare diabete e infiammazioni.

5. Mela e pera – Per quanto riguarda la frutta, oltre che le arance, anche mele e pere contengono acqua in quantità. In 100 gr ce ne sono 115 ml.

6. Pomodori – I pomodori sono tra i prodotti più utilizzati nella dieta mediterranea. Contengono vitamine, minerali, fibre e ben 109 ml di acqua.

7. Cetriolo – Il cetriolo è tra i cibi più consumati quando si è a dieta poiché contiene pochissime calorie. E’ anche ricco di acqua, ne contiene 100 ml ogni 100 gr, ed aiuta a mantenere il corpo idratato.

8. Melone – Anche il melone è un frutto dagli incredibili benefici. Contiene 94 ml di acqua in 100 grammi, meglio anche dell’anguria, che ne possiede solo 92 ml.

9. Radicchio rosso – Il radicchio rosso ha proprietà antiossidanti ed è utile contro psoriasi e obesità grazie al suo elevato contenuto di acqua. Ce ne sono 94 ml ogni 100 gr di prodotto.

10. Cardi – I cardi sono tra i cibi migliori per tenere sotto controllo la salute del fegato e sono perfetti anche per mantenersi idratati. Contengono ben 94 ml di acqua.

11. Cicoria – La cicoria favorisce la concentrazione, combatte la sonnolenza ed ha incredibili proprietà digestive. E’ infatti ricca di acqua: ne contiene 93 ml in 100 gr.

 

laura

La corretta conservazione in frigorifero degli alimenti

La corretta conservazione in frigorifero degli alimenti

La conservazione in frigorifero è un metodo importante per mantenere sicuri gli alimenti. La bassa temperatura, infatti, aiuta a mantenere freschi gli alimenti e a rallentare la crescita dei microrganismi più dannosi. Allo stesso tempo, non modifica le caratteristiche degli alimenti.

La temperatura giusta per un frigorifero è di 5°C sulla mensola centrale. Tuttavia, la temperatura non è costante in ogni parte del frigorifero. Sfruttando le diverse temperature, potete conservare in maniera ottimale tutti i vostri alimenti.

Il punto più freddo del frigorifero è la mensola più bassa, sul cassetto per le verdure (2°C). Questo è il posto più adatto a per conservare la carne e il pesce fresco. Posizionandoli nel punto più basso si evita inoltre che sgocciolino su altri alimenti.

Le uova, i prodotti caseari, gli affettati, gli avanzi, le torte e i prodotti contrassegnati con la scritta “dopo l’apertura conservare in frigorifero” sono da posizionare sulle mensole centrali (4-5°C) e su quella più alta (8°C). I cassetti in basso (fino a 10°C) sono destinati alle verdure e alla frutta che potrebbero essere danneggiati da temperature più basse. Gli scompartimenti o le mensole all’interno della porta sono i punti più caldi del frigorifero (10-15°C) e sono destinati ai prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione, come le bibite, la senape e il burro.

Non riponete troppi alimenti nel frigorifero. Se lo riempite al punto che non c’è più spazio tra i prodotti, l’aria non riuscirà a circolare e la distribuzione della temperatura verrà ostacolata. Se lasciate accumulare la brina, il frigorifero non funzionerà in modo efficace. Inoltre, man mano che la brina cresce, lo spazio si riduce. Sbrinate regolarmente il vostro frigorifero e usate acqua calda con un poco di aceto per togliere gli odori.

Ricordatevi che alcuni cibi non hanno bisogno di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne danneggiati: è il caso di frutta esotica, pomodori, fagiolini, cetrioli e zucchine. Il pane diventa raffermo più velocemente se conservato in frigorifero. Frutta e verdura che devono ancora maturare devono essere conservate a temperatura ambiente.

D’estate, il termostato dovrà essere spostato su una temperatura più fredda rispetto all’inverno. Assicuratevi che la porta del frigorifero sia sempre ben chiusa, apritela solo quando è necessario e richiudetela il più presto possibile.

Avvolgete o coprite gli alimenti per evitare che perdano umidità e sapore. Mettete gli avanzi in contenitori puliti, bassi e forniti di coperchio. Non mettete grosse quantità di alimenti caldi nel frigorifero perché, così facendo, la temperatura salirà; lasciate che il cibo si raffreddi prima a temperatura ambiente (ricordate che tutti gli avanzi di alimenti cucinati devono essere riposti nel frigorifero entro due ore da quando sono stati serviti).

Praticate il FIFO (First-In-First-Out, cioè “primo dentro primo fuori”: tirare fuori e consumare per primi gli alimenti che sono stati riposti per primi). Riponete gli alimenti acquistati più di recente dietro o sotto quelli già presenti nel frigorifero. Questo sistema vi aiuterà a consumare gli alimenti prima della loro data di scadenza e a ridurre la quantità di cibo che dovrete buttare via.

Ricordate che gli alimenti sono al sicuro nel frigorifero solo per il tempo indicato sull’etichetta. Se avete dei dubbi su un alimento o sul tempo per il quale è rimasto in frigorifero, buttatelo via. Anche un termometro da frigorifero può essere di grande aiuto per assicurarsi che la temperatura sia sempre quella ideale.

laura

Glassa reale

Degna del suo nome , la classe reale ha ormai ottenuto una posizione di prim’ordine regale nel mondo delle glasse. La maggior parte delle torte per grandi occasioni dalle rifiniture classiche utilizzano questa glassa setosa e morbida. La ricetta che vi proponiamo è’ sufficiente per ricoprire la superficie e i lati di una torta rotonda di 18 cm o una torta quadrata di 15 cm.

FN_Alton Brown Royal Icing

ingredienti:

per 675gr

-3 albumi di uova medio-grandi

-675 g di zucchero a velo setacciato

-1 1/2 cucchiaino di glicerina

-qualche goccia di succo di limone

-colorante ( facoltativo)

1 procedimento:

mettete gli albumi in una ciotola e amalgamate con un cucchiaio di legno per sciogliere l’albume.

2:

aggiungete gradualmente lo zucchero a velo in piccole quantità e sbattete bene. Aggiungete lo zucchero a velo, quanto basta per ottenere una classe lucente, bianca e liscia dalla consistenza simile a una meringa molto dura. Dovrebbe essere sufficientemente sottile per essere spalmata ma dura abbastanza da mantenere la sua forma.

3:

unitevi la glicerina , il succo di un limone e il colorante alimentare.

4:

si consiglia di lasciare riposare per circa un ora prima dell’ utilizzo. Coprite bene la superficie con uno strato di pellicola umida per evitare che la glauca di asciughi troppo. Prima di utilizzarla , amalgamate la glassa per eliminare eventuali bolle d’aria. Anche se lavorate con la glassa reale, tenetela sempre coperta.

CONSIGLI UTILI:

-setacciate sempre lo zucchero a velo prima di utilizzarlo per eliminare eventuali grumi.

-non aumentate mai la dose di glicerina. La glicerina in eccesso potrebbe rendere la glassa granulosa e troppo molle da usare.

– il succo di limone si aggiunge per evitare che la glassa perda colore ma il limone in eccesso rischia di indurire la glassa.

laura

5 curiosità sulla pasta

La pasta É uno degli ingredienti fondamentali  della dieta mediterranea e in Italia se ne consumano oltre 1 milione e 600 mila tonnellate all’anno.
La pasta, amata e conosciuta in tutto il mondo come simbolo della tradizione culinaria italiana, ha una storia antichissima.
In questo articolo abbiamo selezionato per voi 5 delle curiosità sulla pasta più interessanti e utili, che un amante di questo alimento dovrebbe assolutamente conoscere.

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Etimologia

Prima di tutto iniziamo questo percorso tra le curiosità sulla pasta, dall’origine etimologica della parola.
Sembra che il termine pasta tragga le sue origini dal greco πάστα (pàsta), traducibile con farina con salsa, e forma sostantivata del verbo pàssein, ovvero impastare.

La nascita degli spaghetti

Si dice che i primi spaghetti giunsero in Occidente nel lontano 1292, quando Marco Polo rientrò dal suo viaggio in Cina. Tuttavia, alcuni studi confermano la presenza in Italia di questa tipologia di pasta già intorno all’anno 1000. In un documento risalente al 1154, infatti, il geografo arabo Al-Idrin, descrive il tryha, un cibo prodotto a Palermo, come un particolare alimento in forma di fili a base di farina. É dunque probabile che i primi spaghetti siano stati introdotti in Italia dagli arabi, più di due secoli prima del viaggio intrapreso da Marco Polo verso l’Oriente.

la pasta più famosa del mondo

Come sappiamo, la pasta è il cibo italiano più conosciuto all’estero. E i luoghi comuni legati alle tradizioni culinarie del nostro paese, non sono di certo pochi. A conferma di ciò, dovete sapere che tra le ricette a base di pasta più amate oltre i confini nazionali figurano i famosi spaghetti con le polpette, resi celebri dal cartone animato Lilly e il Vagabondo.

Le antenate della lasagna

Delle Lasagne si parla fin dal I secolo a.C.. In alcuni testi, Orazio e Cicerone tessono le lodi di un piatto chiamato Làgana, termine che indicava una schiacciata di farina cotta in acqua. Il legame tra le attuali lasagne e questo antico piatto è sottolineato dalla forma dello stesso: le làgane erano infatti caratterizzate da piccole e sottili strisce di pasta, realizzate con farina e acqua.

Oltre a essere buona da mangiare, la pasta è anche ottima da adorare. Questo alimento è, infatti, alla base del Pastafarianesimo, una religione parodistica creata da Bobby Henderson come segno di protesta contro la decisione del consiglio per l’istruzione del Kansas di sostituire, nei corsi di scienze, le teorie dell’evoluzionismo con quelle del creazionismo.
-Il culto dei “Pastafariani”

Oltre a essere buona da mangiare, la pasta è anche ottima da adorare. Questo alimento è, infatti, alla base del Pastafarianesimo, una religione parodistica creata da Bobby Henderson come segno di protesta contro la decisione del consiglio per l’istruzione del Kansas di sostituire, nei corsi di scienze, le teorie dell’evoluzionismo con quelle del creazionismo.

Secondi gli adepti di tale culto (che giustamente concludono le loro preghiere con la parola Ramen), l’Universo intero sarebbe stato creato da un’entità piuttosto particolare: il Prodigioso Spaghetto Volante, un mostro dai lunghi tentacoli di spaghetti e dai grandi occhi, fatti di polpette di carne.

Se anche voi amate la pasta al punto di voler aderire ai comandamenti del pastafarianesimo (gli otto preferirei che tu evitassi), vi consiglio di consultare il sito ufficiale della Chiesa Pastafariana.

 

buona lettura 😀

 

laura

Cheesecake New York

Facile da preparare e molto gustosa La cheesecake New York , dolce tipico americano,  è preparata con crema di formaggio spalmabile, e si ritiene che abbia origini greche; infatti la prima traccia di cheesecake di cui si abbia notizia si ha nel 776 a.C., in Grecia, come dolce servito agli atleti nei giochi olimpici .

I romani, esportarono dalla Grecia la ricetta del cheesecake, che si propagò in tutta Europa, e secoli dopo apparve in America con la ricetta portata dagli immigrati. Oggi, i migliori produttori di cheesecake, secondo quanto affermano gli stessi americani, si trovano proprio a New York!

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Mini Cheesecake New York:
Per la base (per una tortiera del diametro di 22-24 cm)
-Zucchero di canna 2 cucchiai
-Biscotti secchi 150 gr
-Burro 80 g
PER LA CREMA
-Amido di mais 20 g
-Limoni il succo di 1/2
-Uova 2 intere e 1 tuorlo
-Zucchero 100 g
-Vaniglia i semi di 1 bacca o 1 bustina di vanillina
-Formaggio fresco spalmabile 600 gr
-Panna fresca liquida 100 ml
PER LA COPERTURA
-Zucchero a velo 2 cucchiai
-Vaniglia i semi di una bacca o una bustina di vanillina
-Panna acida o sour cream 200 ml
Preparazione:
Per preparare la New York Cheesecake, iniziate dalla base: si tritano finemente ,al mixer , i biscotti secchi con lo zucchero di canna . Poi si Trasferisce il composto in una ciotola e si aggiunge il burro fuso .

Quindi mescolate e trasferite la base ottenuta in una tortiera di 22-24 cm di diametro foderata con carta da forno : con il dorso di un cucchaio, pressate bene sia sulla base che sui bordi della tortiera. Ponete la base a rassodare in freezer 30 minuti oppure in frigorifero 1 ora.

Ora dedicatevi alla crema:

estraete i semini da una bacca di vaniglia  e teneteli un momento da parte. In una ciotola versate le uova intere e il tuorlo, aggiungete lo zucchero  e lavorateli a crema con una frusta a mano oppure con uno sbattitore elettrico.

Unite i semini di vaniglia e il formaggio fresco spalmabile (tipo Philadelphia) .Mescolate accuratamente per creare una crema omogenea e senza grumi.

Versate sul composto anche il succo di mezzo limone filtrato , la maizena  ( o fecola di patate) e infine la panna fresca liquida .

Amalgamate il tutto lavorandolo sempre con la frusta . Poi riprendete la base e su di essa versate la crema , livellatela con una spatola e cuocete la cheesecake in forno statico per un’ora: a 180° per i primi 30 minuti e poi a 160° per gli ultimi 30 minuti (se forno ventilato a 160° i primi 30 minuti e 140° la restante mezz’ora). Se la superficie vi sembrerà già molto scura dopo i primi 30 minuti, potete coprirla con della carta alluminio e proseguire la cottura come indicato. Quando sarà pronta, lasciatela raffreddare a forno spento leggermente aperto, poi sfornatela .

Mentre la cheesecake cuoce, preparate la crema di copertura: mescolate la panna acida (o sour cream) con due cucchiai di zucchero a velo e aggiunta di semini di vaniglia  (se non avete la panna acida potete realizzare la copertura con yogurt, succo di limone e panna fresca montata). Farcite la cheesecake con questa copertura .

Distribuitela uniformemente, quindi mettetela a glassare in forno statico preriscaldato a 180° per 5 minuti (se forno ventilato a 160° per 2-3 minuti). Quando sarà pronta, sfornatela e lasciatela raffreddare completamente, quindi guarnite a piacere la vostra New York Cheesecake con frutti di bosco e foglioline di menta .
Conservazione:

Conservate la New York Cheesecake per 2-3 giorni in frigorifero, coperta con pellicola trasparente.
La New York Cheesecake si può congelare, magari a fette in modo da scongelare solo le porzioni necessarie.
Curiosità:

La panna acida, (in America chiamata Sour Cream)si può trovare in qualche supermercato più fornito, nel banco frigo, anche con il nome di Crème fraiche (di origine francese). Se non trovate la panna acida, potete tentare di farla da voi mescolando del mascarpone col succo di limone e facendo poi riposare il composto per due ore in un posto tiepido (o sul termosifone).
Un modo più veloce e alternativo, è quello di aggiungere un vasetto di yogurt denso (volendo anche un cucchiaio di succo di limone) a 200 gr di panna fresca montata e lasciare riposare per qualche minuto.
Ogni fetta del cheesecake dovrebbe essere tagliata, come fanno a New York, col “dental floss”, cioè con il filo interdentale.

laura

Torta al formaggio fresco e fragole

L’estate è finalmente arrivata … E cosa c’è di meglio di un dolce fresco e gustoso ??? 

Divertirsi in cucina e’ la prima regola per creare deliziose pietanze!!!

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scopriamolo insieme :

Ingredienti
500 g di farina bianca
200 g di burro
5 g di sale
2 uova
10 g di zucchero a velo
500 g di fragole
250 g di cioccolato bianco
80 ml di panna da montare
450 g di formaggio fresco
70 g di zucchero
2 uova
10 ml di succo di limone

ora vediamo come preparare la Torta al formaggio e fragole
1
Mischiate la farina con il burro fuso. Aggiungete le uova, lo zucchero a velo ed il sale, impastate fino ad ottenere una pasta morbida. Non impastate troppo. Stendetela con un mattarello e poi coprite la superficie interna di una tortiera con la pasta frolla ottenuta. Dev’essere uno strato sottile.
2
Pulite le fragole, togliete il picciolo e tagliatele a metà. Lasciatene 100 g da parte per decorare.
3
Versate la panna in un pentolino e mettetela sul fornello. Quando inizia a scaldarsi, ritiratela dal fuoco e aggiungete il cioccolate bianco. Fatelo sciogliere e poi raffreddare.
4
Aggiungete alla panna e al cioccolato le fragole e frullate con un frullatore a immersione.
5
Mettete in un recipiente il formaggio fresco, lo zucchero e le uova. Sbattetele dolcemente e aggiungete la miscela di panna, cioccolate bianco e fragole ed il succo di limone.
6
Mescolate il tutto fino a quando diventa cremoso.
7
Versate la miscela nella tortiera con la pasta frolla e cuocete il tutto in un forno preriscaldato a 150 ºC per 1 h.
8
Una volta cotta (se la infilzate nel centro con un coltello la punte deve uscire pulita), ritiratela dal forno e lasciatela raffreddare. Togliete la torta dalla tortiera, guarnitela con delle fragole ed un po’ di salsa di fragole tutt’intorno.

Quindi ora la nostra torta al formaggio fresco e fragole e’ pronta per essere servita e mangiat ! 😀

alla prossima….

Noichef

laura

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laura